Biblioteca Porziuncola
Via Protomartiri Francescani, 4a
06081 Santa Maria degli Angeli (PG) - Tel. 075-805.14.21 - Fax 075-805.14.22
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La biblioteca

Fin dal sec. XIII, vivente ancora San Francesco, Assisi ebbe probabilmente la sua prima biblioteca francescana, costituita dal "Protoscriptorium Portiunculae". Un codice del sec. XIV contiene l'inventario dei libri del convento di S. Maria della Porziuncola; nel prologo vi si fa riferimento a precedenti inventari, purtroppo andati perduti.

Al pari del convento di S. Francesco, anche quello di S. Maria degli Angeli ebbe una biblioteca ricca di volumi ed esemplari preziosi. Su di essa non esiste a tutt'oggi una letteratura che ne abbia registrate le vicende e tramandata l'immagine nelle sue giuste dimensioni. Tuttavia gli scarni riferimenti storici non lasciano dubbi sulla sua importanza e sul prestigio dei suoi codici e volumi a stampa.

Le notizie si fanno più circostanziate a partire dal 1759-60, grazie alle informazioni del Memoriale della Porziuncola (1705-1838), che parla della decisione della comunità di dare una sede più idonea alle ricche raccolte librarie in rapido aumento. Il locale, allora predisposto, esiste ancora oggi, sebbene modificato nel 1957; l'ampio e solenne portale in marmo, che ne riporta la data di costruzione, "MDCCLIX", conferma la notizia del Memoriale.

Le informazioni diventano maggiormente documentabili, da quando la bufera napoleonica si abbattè su tutte le biblioteche delle istituzioni religiose. Il Memoriale della Porziuncola scrive: Possedeva questo sacro convento (benchè situato in campagna) una famosissima biblioteca ripiena di una moltitudine di libri per ogni sorta di scienze. Nella fatale soppressione non fu possibile salvare codici, manoscritti ed opere latine le più celebri. Espulsi i Religiosi dal Convento, quel Prefetto di Spoleto Roderer ordinò, che tutta questa biblioteca fosse trasportata nella suddetta città nel pubblico Ginnasio. Dopo la caduta di Napoleone, i frati riuscirono con fatica a recuperarne una parte.

Essi furono di nuovo persi nella successiva soppressione italiana del 1860. Molti - tra cui 45 codici manoscritti - si trovano presso la biblioteca comunale di Assisi, oggi in custodia nella biblioteca del Sacro Convento. Altri, in seguito a passaggi non facili da ricostruire, finirono anche nella biblioteca diocesana di Assisi.

Dopo la soppressione del secolo XIX, i frati iniziarono una paziente opera di ricostruzione, raccogliendo quanto era eventualmente sfuggito ai soppressori: materiale librario, spesso malandato, radunati da altri conventi della Provincia, o lasciati da singoli frati defuntiā€¦

Una svolta si ebbe nel 1891, quando il Padre Marcellino da Civezza riuscì ad acquistare, per la somma di lire 10.000, una parte della preziosa biblioteca di Cesare Guasti, letterato toscano morto due anni prima, ricca di circa 4.000 volumi e di una abbondantissima e rara miscellanea.

Nel periodo postbellico, si avvertì l'esigenza di creare una biblioteca conventuale, che fosse accessibile al pubblico, allo scopo di venire incontro ai bisogni delle popolazioni locali, secondo l'antica tradizione monastica e francescana. Cosicchè nel corso degli anni '50, si avviò il trasporto del materiale librario dal vecchio locale settecentesco, in nuovi locali, restaurati fra il 1937 e il '40. Si acquistò un arredo metallico adeguato alle nuove esigenze, grazie all'intervento determinante di sovvenzioni ministeriali ed in seguito anche regionali.

Fra gli anni '60 e '70 del secolo XX, si pensò di utilizzare il locale settecentesco, restaurato ed ampliato, come biblioteca interna, a servizio esclusivo dei frati. L'arredo metallico, di nuova concezione, fu completato nel corso degli anni '70; esso rimase in attività fino alla costruzione e l'arredamento dell'attuale sede, ricavata dai locali della ex Tipografia Porziuncola. L'ingresso sulla pubblica via Protomartiri Francescani rende evidente la possibilità di accesso pubblico.

Manoscritti, incunaboli e cinquecentine, si preferì conservarli in altri locali più interni al convento, in vista di una migliore sicurezza, comunque a disposizione degli studiosi.

Oggi la Biblioteca Porziuncola raccoglie i vari tronconi della vecchia biblioteca, alcuni notevoli lasciti, come quello del Padre Nello Casalini, del Padre Giacinto Cinti, del Padre Emanuele Testa, nonchè numerose altre pubblicazioni rimaste accumulate, dopo gli eventi sismici del 1997.

L'attuale patrimonio librario della Biblioteca Porziuncola consta di circa 150.000 unità bibliografiche, tra cui: 202 manoscritti, 130 incunaboli, 2.000 cinquecentine, 178 testate di periodici di cui 70 correnti.

La Biblioteca Porziuncola, che dal 2004 fa parte delle biblioteche annesse al Polo Umbro SBN, pur essendo ricca di materiale storico-artistico-letterario, ha carattere fondamentalmente filosofico-teologico.

Il Fondo Antico è informatizzato e consultabile nei cataloghi nazionali (Edit 16 e SBN); il Fondo Moderno, ugualmente informatizzato, è disponibile nel sito della biblioteca ed è in corso di riversamento nel Servizio Bibliotecario Nazionale.